All’interno del webinar “PSA – Piani di Sicurezza dell’Acqua: uno strumento gestionale strategico per le aziende idriche”, promosso da ambiente con il patrocinio di AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili, è stata presentata l’esperienza di Publiacqua, primo gestore ad aver implementato un PSA a Firenze. Leonardo Rossi, responsabile della tutela della risorsa idrica, ha illustrato benefici e criticità di questo percorso.
Conoscere per prevenire
I PSA consentono di ottenere una visione più dettagliata del sistema idrico e dei suoi rischi, evidenziando le vulnerabilità e permettendo di definire azioni correttive mirate. Si tratta di uno strumento prezioso anche per indirizzare gli investimenti futuri, rafforzando la sicurezza per il consumatore finale. La prima fase ha riguardato la costruzione della documentazione di base e l’avvio dei PSA pilota, indispensabili per impostare il lavoro. La seconda fase prevede invece l’introduzione di checklist standardizzate e di una piattaforma digitale dedicata, capace di raccogliere dati in modo uniforme e di rendere più agevole il monitoraggio operativo: un passaggio decisivo per consolidare l’approccio preventivo e trasformare i PSA in strumenti quotidiani di gestione.
Le difficoltà operative
Tra gli ostacoli incontrati: il reperimento delle informazioni, la condivisione dei dati tra i diversi soggetti coinvolti, la complessità nella definizione delle azioni correttive e la quantificazione dei costi. A questi si aggiunge la necessità di risorse economiche adeguate, che la regolazione tariffaria da sola potrebbe non coprire. Per affrontare queste sfide, Publiacqua guarda anche a strumenti innovativi di finanziamento, sulla scia di quanto già sperimentato con il PNRR per la riduzione delle perdite idriche. In prospettiva, la combinazione di risorse tariffarie e fondi straordinari potrebbe rivelarsi essenziale.
Un impegno di lungo periodo
Publiacqua dovrà estendere i PSA a 137 sistemi idrici entro il 2029. Una scadenza che sembra lontana, ma che per Rossi richiede fin da ora pianificazione, investimenti e strumenti digitali adeguati.
L’esperienza dell’azienda toscana evidenzia che i PSA possono diventare strumenti di governo strategico del servizio idrico, capaci di orientare scelte tecniche ed economiche. Il 2029 non è un traguardo lontano, ma un orizzonte operativo che richiede da subito continuità, risorse e impegno.











