Durante il webinar “PSA – Piani di Sicurezza dell’Acqua: uno strumento gestionale strategico per le aziende idriche”, promosso da ambiente con il patrocinio di AIS – Associazione Infrastrutture Sostenibili, Andrea Piazzoli, Water Safety Plan, ha portato l’esperienza del Gruppo CAP, gestore del servizio idrico della Città Metropolitana di Milano.
Checklist digitali e analisi automatizzate
Il Gruppo CAP ha integrato le checklist dei sopralluoghi nell’Asset Management aziendale, permettendo la compilazione su tablet e PC direttamente in campo. I dati vengono archiviati in formato standard e alimentano matrici di rischio sempre aggiornate. Con oltre 700 pozzi e circa 300 impianti acquedotto, il sistema gestito da CAP è tra i più complessi a livello nazionale. La forte interconnessione della rete rende ancora più rilevante disporre di strumenti digitali per analizzare i dati in tempo reale e prendere decisioni tempestive.
Power BI per l’analisi del rischio
Dopo una prima fase di digitalizzazione dei sopralluoghi, il percorso si è evoluto verso un livello più avanzato di analisi dei dati. La seconda fase ha visto infatti l’introduzione di un’interfaccia in ambiente Power BI, che automatizza il calcolo dei rischi e consente di generare statistiche e grafici in tempo reale. Un salto di qualità rispetto ai processi manuali basati su Excel. L’adozione di questa piattaforma non ha solo ridotto i margini di errore, ma ha anche favorito un approccio collaborativo: i dati elaborati diventano patrimonio condiviso tra tecnici, gestori e responsabili della sicurezza, creando una base comune per il confronto e la pianificazione.
Obiettivo 2028
Il Gruppo CAP punta a completare 54 PSA entro il 2028. Per riuscirci, sarà fondamentale ricevere rapidamente i riscontri sulle prime approvazioni, così da adeguare il percorso alle richieste degli enti di controllo e rispettare un cronoprogramma serrato. Un approccio che conferma come digitalizzazione e automazione possano trasformare i PSA in strumenti concreti di efficienza e sicurezza.
Il percorso del Gruppo CAP dimostra come la digitalizzazione possa rendere più agili e trasparenti processi complessi. Anticipare i tempi di approvazione e consolidare strumenti innovativi sarà decisivo per arrivare al 2028 con PSA pienamente operativi e realmente utili alla sicurezza dell’acqua.











