Il tema delle bonifiche ambientali rappresenta una delle principali sfide per la tutela del territorio italiano. Il IV Rapporto pubblicato da ISPRA offre un quadro aggiornato e dettagliato sui procedimenti di risanamento dei siti contaminati a livello regionale.
I dati mostrano un coinvolgimento diffuso dei Comuni fornendo:
- differenze territoriali,
- tempi variabili di intervento
- il rilevante peso dei siti orfani.
Attraverso il sistema MOSAICO (sistema informativo nazionale sui siti contaminati), sviluppato da ISPRA con il supporto di Regioni e Province Autonome il cui primo popolamento di sistematizzazione e raccolta dei dati relativa ai procedimenti attivati ai sensi della Parte Quarta Titolo V del D. Lgs. 152/06, è stato effettuato nel 2021 ed è attualmente aggiornato al 01/01/2024 con la registrazione di tutti i procedimenti di bonifica attivati nel tempo, a prescindere dallo stato attuale del procedimento. Non sono ricompresi i dati che riguardano i Siti di Interesse Nazionale (SIN).
Il popolamento 2024 di MOSAICO non ha copertura nazionale a causa della mancanza dei dati relativi alla Regione Sardegna. Il numero totale dei siti oggetto di procedimento di bonifica censiti in MOSAICO è 38.556, di cui 16.365 con procedimento in corso e 22.191 con procedimento concluso. I procedimenti in corso costituiscono il 42% dei procedimenti totali, quelli conclusi il 58% .
La distribuzione dei procedimenti di bonifica a livello nazionale è eterogenea. Il maggior numero di procedimenti di bonifica in corso si trovano in Lombardia, Campania e Toscana nei cui territori si concentra circa il 53% dei procedimenti in corso nazionali. Nelle altre Regioni/Province Autonome il numero di procedimenti in corso è sempre inferiore al 10% del totale nazionale. Per quanto riguarda i procedimenti conclusi, in Lombardia e Toscana si trovano circa il 56% dei procedimenti conclusi nazionali. Nelle altre Regioni/Province Autonome il numero di procedimenti conclusi è sempre inferiore al 10% del totale nazionale. Alla data di riferimento dei dati, il territorio nazionale conta 7.899 Comuni. I Comuni che alla data di riferimento sono interessati da almeno un procedimento di bonifica sono 5.039. Nel complesso, si contano:
- 619 Comuni che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica in corso;
- 680 Comuni che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica concluso.
Ogni anno, mediamente, sono attivati 1.190 procedimenti di bonifica. La media è ricavata dall’analisi dei procedimenti attivati tra il 2007 e il 2023
DOVE SI CONCENTRA L’ATTIVITA’ DI BONIFICA
Sul territorio nazionale risultano 3.243 procedimenti in fase di intervento di bonifica, di cui 2.601 con lavori in corso e 642 già completati ma in attesa di certificazione finale. La distribuzione geografica mostra una forte concentrazione in alcune regioni:
- Lombardia: 28% dei procedimenti in fase di intervento;
- Piemonte: 12%;
- Toscana: 11%
PROCEDIMENTI IN CORSO – STATO DELLA CONTAMINAZIONE
SITI POTENZIALMENTE CONTAMINATI
I siti potenzialmente contaminati sono quelli per i quali è stato registrato il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), indice di un potenziale effetto sulle matrici ambientali e sulla salute dell’uomo.
I siti potenzialmente contaminati ammontano a 2.626, e rappresentano il 39,6% dei procedimenti in corso.
I siti potenzialmente contaminati possono essere identificati in fase di modello concettuale con Piano di Caratterizzazione approvato o con Caratterizzazione conclusa e/o Analisi di Rischio presentata da approvare e/o progetto di intervento alle CSC presentato da approvare. La Regione nella quale si riscontra il maggior numero di siti potenzialmente contaminati è la Lombardia (663) ma con percentuale di poco inferiore alla media nazionale (38%).
SITI CONTAMINATI
I siti contaminati sono quei siti per i quali vi è un impatto conclamato sulle matrici ambientali, che presentano livelli di contaminazione superiori ai “livelli di accettabilità” che, a seconda dei casi, possono corrispondere alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione, oppure alle Concentrazioni Soglia di Rischio derivanti da una analisi di rischio sanitario/ambientale sito-specifica. In tali casi è quindi necessario e cogente un intervento di bonifica/messa in sicurezza che riduca la contaminazione nelle matrici ambientali, oppure che riconduca ad accettabilità il rischio associato a tale contaminazione. A livello nazionale, risultano contaminati 3.806 siti, pari al 57,4% dei procedimenti in corso. In Lombardia si registra il dato maggiore, sia in termini di valori assoluti che in termini percentuali.
SITI CONTAMINATI E FASE DEL PROCEDIMENTO
Nei siti contaminati, ovvero dove il rischio per la salute umana e l’ambiente è giudicato non accettabile o si verifica il superamento dei valori di soglia, è necessario che siano intraprese azioni concrete per il ripristino della qualità ambientale. L’analisi dello stato del procedimento indica che l’intervento in corso per i quali è stata effettuata una certificazione parziale (di una parte dell’area o di una matrice ambientale) risultano ancora con stato di contaminazione “contaminato”. I procedimenti per i quali le attività di bonifica si sono concluse ma per le quali non è stata ancora prodotta la certificazione, invece, possono risultare sia nello stato “contaminato” sia nello stato “non contaminato”. In totale a livello nazionale sono censiti 3.183 procedimenti con bonifica in corso, pari all’83,6% dei siti contaminati I siti contaminati attualmente in fase di intervento/bonifica sono 3.183, pari a sei siti contaminati su sette.
PROCEDIMENTI CONCLUSI
Il numero totale di procedimenti conclusi è pari a 10.650.Più della metà dei procedimenti (6.568, pari al 62%) ha richiesto un intervento (bonifica o messa in sicurezza) per riportare le concentrazioni rilevate al di sotto dei valori soglia, siano essi calcolati sulla base del rischio accettabile (CSR) o quelli tabellari (CSC). La restante parte dei procedimenti si è conclusa a seguito a seguito dell’Analisi di Rischio (2.576, pari al 24%), quest’ultima suddivisa in Analisi di Rischio con o senza monitoraggio in corso e 1.506 procedimenti (pari all’14%) a seguito della caratterizzazione.
SITI ORFANI
L‘art.1 comma 800 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 ha introdotto la definizione di “sito orfano”. Per «sito orfano» si intende:
- a) il sito potenzialmente contaminato in cui non è stato avviato o si è concluso il procedimento di cui all’art. 244 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, o di cui all’art. 8 del decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, per il quale il responsabile dell’inquinamento non è individuabile o non provvede agli adempimenti previsti e non provvede il proprietario del sito né altro soggetto interessato;
I siti orfani costituiscono una categoria numericamente ristretta di procedimenti molto significativi.
A livello nazionale se ne contano 484, di cui 225 già finanziati e 55 con procedimento concluso al 1° gennaio 2024. Si tratta per lo più di siti storici, oggi al centro di un rinnovato intervento pubblico grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. I dati mostrano che la maggior parte dei siti contaminati ha dimensioni ridotte:
- il 70% presenta una superficie inferiore ai 10.000 metri quadrati;
- il 30% è addirittura sotto i 1.000 metri quadrati;
- solo nel 18% dei casi l’estensione supera i 20 ettari.
Per quanto riguarda i tempi, la metà dei procedimenti conclusi con intervento di bonifica o messa in sicurezza si chiude in meno di quattro anni, mentre solo un quarto richiede almeno otto anni, a conferma di una durata molto variabile legata alla complessità dei singoli casi.
CONCLUSIONI
Il IV Rapporto ISPRA restituisce l’immagine di un Paese fortemente impegnato nella gestione dei siti contaminati, con un sistema di monitoraggio sempre più strutturato che ha fatto passi avanti importanti in termini di conoscenza e trasparenza dei dati, ma che continua a scontare ritardi strutturali. La presenza di oltre 16mila procedimenti ancora in corso indica che la bonifica dei siti contaminati resta una sfida aperta. Ridurre i tempi, rafforzare le competenze amministrative, garantire risorse certe e integrare le bonifiche nelle strategie di rigenerazione territoriale sono passaggi indispensabili. I siti contaminati non sono solo un’eredità del passato industriale, ma una cartina di tornasole della capacità del Paese di coniugare tutela ambientale, salute pubblica e sviluppo sostenibile. La bonifica ambientale deve inquadrarsi sempre di più in una sfida strategica per la tutela della salute, del territorio e per la rigenerazione di aree spesso centrali per lo sviluppo futuro delle comunità locali.











