Nel cuore di una delle città più iconiche d’Italia, ambiente ha affiancato lo sviluppo delle linee 2, 3 e VACS della Tramvia di Firenze con un’attività di monitoraggio ambientale capillare, mirata a garantire il controllo costante delle principali componenti ambientali coinvolte nei cantieri. L’intervento ha interessato ben 14 aree di cantiere, in cui è stato attuato un piano strutturato di verifiche su atmosfera, acque sotterranee, rumore e vibrazioni.
L’obiettivo dell’incarico è stato quello di accompagnare l’evoluzione dei lavori con un presidio tecnico puntuale, capace di individuare tempestivamente eventuali criticità e attivare le misure correttive necessarie. Tutto questo in un contesto urbano fortemente complesso, che ha richiesto un’attenta pianificazione delle attività anche alla luce delle interferenze con i sottoservizi, della viabilità e della necessità di ridurre l’impatto sulle attività cittadine.
Una rete di monitoraggio integrata e tempestiva
Per la componente atmosferica sono state attivate tre postazioni mobili, ciascuna dotata di campionatori gravimetrici in parallelo per la determinazione dei parametri PM10 e PM2.5, e completate da centraline meteorologiche per la registrazione di umidità, temperatura, pioggia, intensità e direzione del vento. Le campagne di monitoraggio, a frequenza trimestrale, hanno prodotto report analitici condivisi con i referenti ambientali dei cantieri, fornendo un quadro dettagliato dell’evoluzione delle emissioni.
Il controllo delle acque sotterranee è stato condotto con campionamenti trimestrali, articolati in fasi operative successive per seguire l’avanzamento dei lavori, in particolare durante le fasi critiche dell’opera. Ogni prelievo è stato eseguito con l’ausilio di un mezzo furgonato attrezzato e autorizzato al trasporto rifiuti (Categoria 2bis – Albo Gestori Ambientali). Le fasi operative prevedevano il campionamento vero e proprio, la gestione delle acque di spurgo e la redazione del report, in cui i dati rilevati venivano confrontati con lo stato precedente all’avvio del cantiere, evidenziando eventuali anomalie da sottoporre alla Direzione Lavori.
L’attività fonometrica ha preso in considerazione dieci punti di rilievo, tutti localizzati presso ricettori sensibili. Le misurazioni, della durata di 30 minuti ciascuna e sempre assistite da operatore, sono state effettuate durante le fasi attive di cantiere per ottenere un quadro rappresentativo del clima acustico effettivo.
Per quanto riguarda le vibrazioni, sono state predisposte diverse postazioni di misura, con rilievi ogni quindici giorni. Le indagini, distribuite in base all’avanzamento dei lavori, hanno avuto una durata di 24 ore. I risultati, condivisi con la Direzione Operativa, hanno contribuito a valutare la necessità di adottare misure di mitigazione aggiuntive o di modificare il cronoprogramma per evitare sovrapposizioni di attività ad alto impatto vicino a strutture sensibili.
Efficienza, tempestività, integrazione
La disponibilità immediata di strumentazione interna, in quantità sufficiente anche per coprire eventuali ridondanze, ha rappresentato un elemento chiave per la rapidità di attivazione delle attività. Un elemento non secondario, che ha permesso di rispondere con efficacia anche alle richieste con preavvisi molto ristretti.
L’articolazione della cantierizzazione e la complessità del contesto hanno richiesto un’importante attività di coordinamento interno al gruppo di lavoro e di dialogo continuo con tutti i soggetti coinvolti nella gestione operativa dei cantieri.
Ancora una volta, ambiente ha confermato la propria capacità di operare in scenari ad alta complessità, con un approccio rigoroso e una visione orientata alla prevenzione. Un’esperienza che arricchisce il nostro contributo allo sviluppo infrastrutturale sostenibile delle città italiane.











