ambiente s.p.a. è stata incaricata da Contarina S.p.A. di redigere il Progetto di fattibilità tecnico-economica per la Messa in Sicurezza Permanente e il Ripristino Ambientale dell’ex-discarica di via Orsenigo, Treviso (TV), oltre che il Progetto Definitivo e il Progetto Esecutivo per il rimodellamento superficiale e bonifica delle acque di falda.
L’area in questione, con una superficie complessiva pari a circa 95.000 mq, è inserita in un contesto periferico, residenziale, produttivo e rurale.
La discarica è sita all’interno di una vecchia cava di ghiaia attiva fino alla fine degli anni ’60, della ditta SAMICEN; vi sono stati depositati, dal comune di Treviso e quelli limitrofi, rifiuti solidi urbani, scarti dell’industria tartarica e salumiera, liquami da spurgo di pozzi neri.
Nel 1977 parte del fondo non ancora interessato dal conferimento di rifiuti è stato ricoperto con uno strato di argilla di circa 50 cm e da uno strato di terreno argilloso del medesimo spessore.
A seguito di segnalazioni in merito a emissioni di biogas in corrispondenza delle vicine abitazioni, nel settembre del 1980 la discarica ha cessato le proprie attività; è stata quindi eseguita una copertura superficiale con un sottile strato di terreno di circa 30 cm.
Sono state successivamente eseguite attività di rimodellamento morfologico e messa in sicurezza della discarica, mediante messa in opera di una copertura realizzata con terreni limoso-argillosi.
La realizzazione della copertura risulta evidente dalle foto aeree del sito del 2009, del 2010 e del 2012, dove la stessa appare completata.
ambiente s.p.a. ha quindi redatto, a partire dal 2020, dapprima il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica e successivamente il Progetto Definitivo ed Esecutivo, valutando diverse opzioni per il ripristino ambientale dell’area.
Nello studio di fattibilità delle alternative progettuali, sono state elaborate n. 6 opzioni progettuali:
- Opzione 1: mantenimento status quo. Nessun tipo di intervento sul sito, a eccezione del proseguo dei monitoraggi in essere che interessano le matrici acque di falda e biogas.
- Opzione 2: rimodellamento superficiale del sito. Interventi di riprofilatura superficiale del terreno con rimodellamento e riporto di materiali naturali allo scopo di regimare le acque meteoriche al fine di evitarne il ristagno e la possibile infiltrazione nell’area della discarica.
- Opzione 3: capping superficiale. Rimozione della vegetazione esistente, scotico e rimodellamento superficiale del terreno, posa del pacchetto impermeabilizzante (strato drenante, tnt, hdpe, tnt, terreno di coltivo). Inerbimento del capping e piantumazione con specie arboree/arbustive con radici superficiali.
- Opzione 4: realizzazione di una discarica di servizio per rifiuti solidi urbani. Scavo di bonifica fino alla profondità di imposta dei rifiuti e loro completa asportazione, con il momentaneo deposito in area di cantiere degli stessi. Contestuale impermeabilizzazione e predisposizione del fondo, e successivo abbancamento dei materiali precedentemente scavati. Realizzazione di impermeabilizzazione superficiale e laterale secondo quanto previsto da normativa e restituzione a verde dell’area con piantumazione di specie arboree/arbustive.
- Opzione 5: asportazione completa dei rifiuti. Scavo di bonifica fino alla profondità di imposta dei rifiuti e loro completa asportazione e allontanamento dal sito, con smaltimento presso idonei impianti/discariche. Riempimento dello scavo con terreno certificato e restituzione a verde dell’area con piantumazione di specie arboree/arbustive. in sede progettuale può essere valutato il livello di ripristino del sito da raggiungere.
- Opzione 6: rimodellamento morfologico e bonifica della falda. Interventi di riprofilatura superficiale del terreno con rimodellamento e riporto di materiali naturali allo scopo di regimare le acque meteoriche al fine di evitarne il ristagno e la possibile infiltrazione nell’area della discarica.

L’analisi delle alternative ha identificato l’opzione 6 “rimodellamento morfologico e bonifica della falda” come soluzione migliore, capace di garantire bassi impatti ambientali nella fase di cantiere e nella fase di gestione, costi di investimento contenuti e buone prestazioni per i criteri socio-ambientali.
Innanzitutto, si è reso necessario procedere alla bonifica delle acque sotterranee, contaminate dalla presenza di ferro, manganese, boro e azoto ammoniacale in concentrazioni superiori ai limiti di legge.
A tal fine, si sono individuate due metodologie: per il boro si è fatto ricorso a un sistema di Pump&Treat, mentre per ferro, manganese, azoto ammoniacale è stato ottimizzato il ricircolo delle acque sotterranee, depurate e ri-ossigenate, e in seguito reimmesse in falda a monte idrogeologico della discarica.
È stata inoltre ottimizzata la gestione delle acque meteoriche dell’area, attraverso un rimodellamento morfologico superficiale dell’area per creare le idonee pendenze per la regimazione e la raccolta delle acque meteoriche, al fine di impedire la formazione di ristagni e inibire l’infiltrazione delle stesse nel corpo dei rifiuti. L’acqua metereologica raccolta è stata quindi convogliata in un canale a cielo aperto, analogo e parallelo a quello predisposto per il ricircolo delle acque di falda depurate, costì da consentirne l’ossigenazione, prima della re-immissione in pozzi perdenti ubicati a monte idrogeologico dell’area di discarica.

L’intervento sarà completato con il ripristino della copertura a verde e la piantumazione di specie arboree e arbustive.
A corredo della messa in sicurezza permanente ambiente s.p.a si è occupata anche della progettazione definitiva dell’impianto fotovoltaico di potenza nominale di picco pari a 995 kWp.









