Il settore dei rifiuti sta attraversando in Italia una fase di grandi trasformazioni, per allinearsi sempre di più alle sfide dell’economia circolare, dell’uso effluente delle risorse e della decarbonizzazione.
L’Italia è già il Paese più circolare in Europa, con ottimi indicatori e un distretto del riciclo all’avanguardia: carta, metalli, vetro, inerti, organico, legno.
È importante non perdere questo primato e sviluppare le filiere ancora critiche: plastiche, Raee, tessili, materiali critici, fanghi di depurazione, amianto.
Le aziende manifatturiere e di servizio sono chiamate a essere sempre più circolari, innovando processi e prodotti, riducendo sprechi e scarti e promuovendo simbiosi industriali, in cui lo scarto di un’impresa diventa materia prima per un’altra. Il Clean Industrial Deal europeo punta a sviluppare il mercato unico del riciclo, favorendo sotto profitti ed end of waste a scala continentale.
Le aziende di gestione dei rifiuti devono dunque affrontare grandi sfide definite dalle nuove direttive e dal piano di azione sull’economia circolare. Il 2025 sarà l’anno in cui raggiungere il target di riciclo del 55% sul totale dei rifiuti urbani per arrivare al 65% nei successivi 10 anni: una partita complessa che è necessario vincere.
Già in vigore il nuovo Regolamento sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio, è in arrivo anche l’introduzione della responsabilità estesa del produttore nei settori della plastica e del tessile, per cui ora è obbligatoria la raccolta differenziata. Al settore dei rifiuti si chiede un contributo importante per la decarbonizzazione, con l’aumento della produzione di bio metano da frazione organica raccolta in forma differenziata, l’aumento della termovalorizzazione per ridurre la discarica al 10% nel 2035, la produzione di biocarburanti.
I rifiuti rappresentano ormai una miniera di materiali preziosi come terre rare e materie prime critiche, per cui dobbiamo ridurre le importazioni.
Il regolatore nazionale ARERA spinge per un costante miglioramento dei servizi da parte delle aziende di gestione. Le cose da fare non mancano: il Rentri, gli obblighi della sostenibilità, il passaggio a tariffa puntuale, le sfide dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale, dei sistemi di Smart waste.
La rivoluzione circolare impone un cambio di pelle alle aziende di gestione, sempre meno “raccoglitori e smaltitori ” e sempre più gestori di materie prime seconde e di energia da rifiuti.
Una fase che vede ambiente spa impegnata nel fornire alle imprese pubbliche e private il supporto tecnico e consulenziale aiutandole a dare risposte concrete alle loro necessità.









