Nel Sito di Interesse Nazionale di Bagnoli-Coroglio, ambiente ha realizzato un importante intervento di sperimentazione tecnologica per il risanamento ambientale dei fondali marini. Il sito, storicamente compromesso dalle attività industriali, è stato oggetto tra il 2017 e il 2018 di approfondite indagini ambientali che hanno confermato la presenza di contaminanti quali metalli pesanti, IPA, idrocarburi e PCB. A partire da questi dati, Invitalia ha elaborato un Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, articolato in due linee d’azione: la rimozione dei sedimenti maggiormente contaminati e la messa in sicurezza in situ tramite capping sottomarino, integrato con la ricostruzione dell’habitat naturale.
Sulla base di questo progetto, Invitalia ha affidato ad ambiente l’esecuzione dei test tecnologici su scala reale, comprensivi delle attività operative e delle campagne di monitoraggio ambientale.
Le operazioni di dragaggio sono state condotte in tre macroaree prospicienti la costa, per un totale di circa 1.350 m³ di materiale. I sedimenti prelevati sono stati stoccati, campionati e trattati con la tecnica del soil washing, con l’aggiunta sperimentale di perossido di idrogeno per aumentare l’abbattimento degli inquinanti e con quella del desorbimento termico con l’esposizione del materiale ad elevate temperature (350°C e 500°C). Questa fase ha dimostrato buoni risultati su arsenico, zinco, mercurio e composti organici. Parallelamente, tra le batimetriche -5 e -7 metri, sono state allestite due aree di prova da 50×50 m: una con geocomposito attivo (RCM) per l’adsorbimento selettivo dei contaminanti, l’altra con geocomposito passivo (PCM) a funzione filtrante. Entrambe sono state protette con sabbia e delimitate da barriere antitorbidità.
Ripristino dell’habitat e monitoraggio ambientale
Un elemento centrale del progetto è stato il trapianto di Posidonia oceanica, effettuato con talee fissate su griglie metalliche biodegradabili, per ricostruire l’habitat marino degradato. La prateria donatrice è stata localizzata a Baia Marina. Complessivamente sono stati piantati circa 2.600 fasci fogliari, disposti secondo uno schema regolare pensato per favorire la radicazione e l’espansione delle piante nel tempo.
Il programma di monitoraggio ambientale si è articolato nelle fasi ante, durante e post-operam. Sono stati impiegati sensori multiparametrici installati su boe per il controllo continuo dei principali indicatori chimico-fisici (ossigeno, torbidità, ORP, pH, temperatura, conducibilità), accompagnati da campionamenti con bottiglie Niskin e sondaggi geognostici per le analisi chimiche ed ecotossicologiche. Dopo la posa, sono previsti rilievi batimetrici e indagini periodiche a 120, 240 e 360 giorni, per verificare lo spessore dei capping, la stabilità delle coperture e la vitalità della vegetazione reimpiantata.
Verso una bonifica efficace e replicabile
L’intervento sviluppato da ambiente nel sito di Bagnoli-Coroglio rappresenta una best practice a livello nazionale nella gestione dei sedimenti contaminati in ambiente marino. La combinazione tra tecnologie ingegneristiche avanzate e azioni di ripristino ecologico consente di massimizzare l’efficacia dell’intervento riducendo al minimo gli impatti ambientali. Il test pilota ha validato un modello operativo replicabile, capace di coniugare sicurezza ambientale, sostenibilità tecnica e rigenerazione degli ecosistemi costieri.











