Il webinar “LCA e CAM Strade: strumenti per la progettazione sostenibile”, organizzato da ambiente spa, ha avuto come scopo principale introdurre e divulgare le tematiche dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), del principio Do No Significant Harm (DNSH) e della Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) nel settore delle infrastrutture. Come anticipato in diretta dall’ing. Andrea Lucioni, direttore tecnico di ambiente spa, il webinar è stato strutturato per approfondire queste tre aree, con un focus particolare sulle loro recenti evoluzioni e sulla necessità di un nuovo approccio alla progettazione.
La prima parte del webinar ha visto l’intervento dell’Ing. Ilaria Carnesecchi, tecnico gare ed esperta in CAM e procolli di sostenibilità di ambiente spa, che ha illustrato in dettaglio i Criteri Ambientali Minimi (CAM).
Cosa sono i CAM?
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano uno strumento fondamentale per le pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di definire requisiti ambientali minimi da includere nelle gare d’appalto. L’introduzione dei CAM si colloca all’interno delle politiche del Green Public Procurement (GPP), sia a livello nazionale che europeo. A livello europeo, esistono due direttive che incoraggiano gli stati membri a includere i criteri ambientali negli appalti pubblici. In Italia, l’applicazione di queste direttive avviene attraverso la legge 221 del 2015 e il Codice Appalti.
L’evoluzione dei CAM
I CAM si sono evoluti nel tempo, con decreti specifici per diverse categorie. Tra questi, spiccano il decreto del 2022 relativo ai CAM Edilizia e il più recente decreto del 5 agosto 2024 relativo ai CAM Infrastrutture Stradali. Questi decreti sono stati recepiti nel nuovo Codice Appalti (D.Lgs. 36/2023), in particolare all’articolo 57, che conferma l’obbligo di includere i CAM nelle gare d’appalto, almeno nelle specifiche tecniche e nelle clausole contrattuali, e introduce la novità della relazione CAM in progettazione esecutiva.
A oggi, esistono 21 categorie di CAM per diverse forniture e affidamenti, che condividono cinque obiettivi principali:
- Ridurre l’impatto ambientale dei beni e servizi acquistati dalla pubblica amministrazione.
- Incentivare l’economia circolare, promuovendo riuso, riciclo e riduzione dei rifiuti.
- Migliorare l’efficienza energetica e di conseguenza ridurre le emissioni di CO2.
- Promuovere l’uso di materiali sostenibili, come quelli contenenti materiale riciclato.
- Favorire l’innovazione e le pratiche green adottate dalle imprese.
CAM Strade e LCA
Per quanto riguarda specificamente il CAM Strade, una novità importante è la rilevanza data all’LCA (Life Cycle Assessment) fin dalle prime fasi progettuali, pur essendo iun criterio premiale. Il decreto definisce quali fasi è eventualmente possibile escludere dall’analisi LCA in fase progettuale iniziale e quali invece considerare obbligatoriamente, come la produzione, la costruzione e il fine vita.
È stato inoltre evidenziato il rapporto tra i CAM Strade e i protocolli di sostenibilità esistenti per le infrastrutture, come Envision e il Position Paper numero 5 (ora PDR 172). Questi protocolli possono essere utilizzati come strumenti per la verifica dei criteri CAM. Il decreto CAM stesso prevede che la conformità ai criteri possa essere dimostrata attraverso certificazioni di sostenibilità che rispettino i requisiti ambientali.
Nonostante i benefici, l’applicazione dei CAM presenta alcune criticità distinte per fase progettuale, esecutiva e transitoria. In fase di progettazione, una difficoltà riguarda il campo di applicazione, specialmente per i progetti redatti precedentemente all’entrata in vigore dei CAM Strade. In fase esecutiva, un problema significativo è l’approvvigionamento di materiali con caratteristiche conformi ai CAM indicati in progetto. Nella fase transitoria, gli aggiornamenti normativi possono rendere necessarie varianti progettuali per garantire la conformità all’ultimo decreto CAM vigente.
I CAM rappresentano dunque uno strumento dinamico e in evoluzione, sempre più centrale nella promozione di infrastrutture sostenibili attraverso la definizione di standard ambientali minimi e l’integrazione di approcci come l’LCA fin dalle prime fasi di progettazione.









