ambiente spa ha inaugurato un ciclo di webinar dedicati alle tematiche ambientali e alla sostenibilità con un primo appuntamento focalizzato sull’applicazione di CAM, DNSH e LCA nel settore delle infrastrutture. Il webinar di apertura, intitolato “LCA e CAM Strade: strumenti per la progettazione sostenibile”, ha visto la partecipazione di quattro speaker: l’ing. Andrea Lucioni, direttore tecnico di ambiente spa, che ha introdotto le tematiche; l’ing.Ilaria Carnesecchi, tecnico gare ed esperta in CAM e protocolli di Sostenibilità, che ha illustrato i criteri ambientali minimi (CAM); la dott.ssa Maria Vittoria Selmi, esperta in sostenibilità, che ha approfondito il principio di non arrecare danno significativo (DNSH) all’ambiente nel contesto dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR); la dott.ssa Laura Tasca, tecnico area permitting ed esperta in pianificazione territoriale , che ha presentato la metodologia della valutazione del ciclo di vita (LCA). L’obiettivo principale dell’incontro è stato quello di introdurre e divulgare questi argomenti chiave, sempre più rilevanti per un approccio sostenibile alla progettazione e realizzazione delle infrastrutture.
CAM: definire standard minimi di sostenibilità
I Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano uno strumento fondamentale per le pubbliche amministrazioni, chiamate a definire requisiti ambientali minimi da includere nelle gare d’appalto. L’obiettivo principale dei CAM è orientare gli acquisti pubblici verso beni, servizi e lavori a minore impatto ambientale, fungendo da criterio di selezione iniziale e da guida per le offerte migliorative in fase di progettazione. Introdotti a livello europeo e recepiti in Italia, i CAM si sono evoluti nel tempo, con decreti specifici per l’edilizia (2022) e, più recentemente, per le infrastrutture stradali (2024). Questi criteri mirano a ridurre l’impatto ambientale, incentivare l’economia circolare, migliorare l’efficienza energetica, promuovere l’uso di materiali sostenibili e favorire l’innovazione. Il nuovo CAM Strade introduce una rilevanza significativa dell’LCA fin dalle prime fasi progettuali, seppur in forma semplificata.
DNSH: garantire che i progetti non danneggino l’ambiente
Il principio Do No Significant Harm (DNSH) è strettamente legato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il suo scopo è assicurare che i progetti finanziati con fondi pubblici non arrechino un danno significativo all’ambiente. Questo si traduce in un processo di valutazione ex-ante in fase di progettazione per identificare e mitigare potenziali impatti negativi, e una verifica ex-post per confermare l’attuazione delle misure previste. Le linee guida nazionali per la redazione del PFTE definiscono la documentazione minima da redigere, tra cui la relazione di sostenibilità dell’opera, che include la verifica del rispetto del DNSH e dell’eventuale contributo sostanziale a obiettivi ambientali come la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’uso sostenibile delle risorse idriche e marine, la transizione all’economia circolare, la prevenzione dell’inquinamento e la protezione della biodiversità. In particolare, la verifica del DNSH avviene attraverso checklist specifiche, pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ed allegate alla Guida Operativa, per le fasi di progettazione ed esecuzione.
LCA: misurare e confrontare la sostenibilità nel ciclo di vita
La Valutazione del Ciclo di Vita (LCA – Life Cycle Assessment) è una metodologia standardizzata a livello internazionale per quantificare gli impatti ambientali associati a un prodotto, servizio o infrastruttura lungo tutto il suo ciclo di vita. Questo include l’analisi dei flussi di energia e materiali, dall’estrazione delle materie prime fino alla fine vita (e possibilmente oltre, nell’ottica dell’economia circolare). L’LCA permette di evitare lo spostamento degli impatti ambientali, supportare i processi decisionali, ottimizzare tecnologie e processi e confrontare le prestazioni ambientali di diverse soluzioni. La metodologia prevede diverse fasi, tra cui la definizione degli obiettivi e del campo di applicazione, l’analisi di inventario, la valutazione degli impatti ambientali e l’interpretazione dei risultati. Nonostante la sua complessità, dovuta alla necessità di raccogliere e analizzare una grande quantità di dati, l’LCA fornisce una base oggettiva per valutare e confrontare la sostenibilità ambientale tra diverse opzioni progettuali. L’applicazione dell’LCA consente di quantificare i miglioramenti in termini di impatto ambientale, come l’impronta di CO2 o il contenuto di materiali riciclati, supportando scelte progettuali più consapevoli.
Verso infrastrutture sempre più sostenibili
L’integrazione di CAM, DNSH e LCA sta profondamente trasformando l’approccio alla progettazione e realizzazione delle infrastrutture. Si osserva una crescente attenzione verso l’utilizzo di materiali riciclati e a basso impatto ambientale, l’efficienza energetica, l’impiego di fonti rinnovabili, la riduzione delle emissioni e la tutela della biodiversità. Questi strumenti, sempre più spesso richiesti nei bandi di gara, permettono di rendere la sostenibilità un elemento misurabile e certificabile, aprendo la strada a un futuro delle infrastrutture più rispettoso dell’ambiente.











