ambiente ha curato la progettazione Paesaggistica esecutiva del complesso intervento di ripristino e mitigazione del rischio idrogeologico della celebre Via dell’Amore, nel comune di Riomaggiore, nel cuore delle Cinque Terre. Un tratto panoramico lungo 810 metri sospeso tra cielo e mare, chiuso da anni per criticità legate alla sicurezza.
L’intervento, promosso da Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissario di governo per Il contrasto del dissesto idrogeologico nella regione Liguria (ex art. 10 del D.L. n. 91 del 24.06.2014 e art. 36-ter d.l. 77/2021), ha richiesto un’approfondita fase di studio e progettazione. L’obiettivo: garantire piena sicurezza e accessibilità al camminamento, preservando allo stesso tempo l’integrità paesaggistica e architettonica di uno dei luoghi simbolo del patrimonio UNESCO.
L’obiettivo principale della progettazione paesaggistica di un’opera infrastrutturale, quale per sua natura è una strada, consiste nel prefigurare il miglior inserimento negli specifici contesti con cui andrà ad interagire, sia nel caso di una nuova realizzazione sia nel caso in cui pur esistente si prevedono delle trasformazioni significative del suo precedente assetto. Tale principio di integrazione è preminente nell’approccio progettuale in ogni contesto è lo è soprattutto in questo caso in ragione dell’ubicazione dell’opera, all’interno di un contesto di indiscusso valore e unicità dal punto di vista geomorfologico, naturalistico e scenico e per le relative caratteristiche ambientali, culturali, sociali ed economiche espresse nelle loro peculiari connotazioni paesaggistiche.
Un intervento su misura del territorio
Le opere principali hanno incluso:
- consolidamento del versante roccioso, mediante disgaggi, rafforzamenti corticali e stabilizzazioni profonde;
- nuove gallerie paramassi, progettate per integrarsi con il paesaggio grazie a materiali naturali e pigmenti mimetici;
- sistemazione e continuità della pavimentazione, realizzata con impasto a grana materica e inserti in pietra locale;
- nuova ringhiera a basso impatto visivo, pensata per assicurare massima leggerezza e resistenza; La sobrietà conseguibile progettualmente sul piano estetico, fonda la propria solidità sulle scelte suddette e su quelle ulteriori relative alla connotazione delle opere. La sobrietà che il progetto ricerca in modo organico è una condizione determinante per fondare l’intero intervento su basi etiche adeguate al suo rango sociale e istituzionale di struttura di interesse internazionale.
- opere a verde e di rinaturalizzazione, con inserimenti vegetali calibrati per stimolare la ripresa spontanea della flora locale. Le specie arboree e arbustive proprie del luogo conferiscono agli interventi proprietà essenziali di integrazione e sostenibilità ambientale.
Sicurezza e valorizzazione, insieme
L’approccio progettuale ha voluto trasformare la sicurezza in occasione di bellezza, facendo di ogni intervento un elemento di armonia con il contesto. Le gallerie, aperte verso il mare, offrono oggi nuove prospettive paesaggistiche, la nuova colorazione dalle tinte chiare delle strutture del parapetto e dei pilastri costituisce il segno di maggior novità che rende maggiormente omogenea tutta la struttura delle gallerie paramassi di nuova realizzazione in armonia con i cromatismi delle superfici murare delle stesse, mentre il percorso completamente riqualificato restituisce continuità all’itinerario tra Riomaggiore e Manarola, cuore del Sentiero Azzurro.
Si può affermare infine che l’intervento sia portatore di un messaggio simbolico affine con quello espresso dal paesaggio capace di farsi portatore e testimone di un sistema di valori che fondano la cultura e l’identità dei luoghi.
L’intervento ha rappresentato per ambiente una sfida tecnica e culturale: operare su un bene fragile, tutelato e profondamente identitario, coniugando esigenze di tutela, fruizione e memoria. Un’opera di ingegneria che cammina nel paesaggio, e lo racconta.











