Il settore idrico si trova di fronte a nuove e importanti sfide per contrastare i rischi legati al cambiamento climatico e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, circolarità e sostenibilità. Questi traguardi ambiziosi sono stabiliti dalle nuove normative europee in materia ambientale, come quelle legate al Green Deal, e dal nuovo Metodo Tariffario ARERA per il periodo 2024/29 (MTI4), in buona parte convergenti.
Il d. Lgs 18/2023,che recepisce la cosiddetta “Direttiva sull’acqua potabile” (Direttiva EU 2084/2020), introduce nuovi parametri da analizzare, legati alle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) e ad altri inquinanti, e nuovi limiti da rispettare per i gestori degli acquedotti e delle reti idriche interne, sia pubblici che privati. Il Decreto 18/23 rafforza anche il ruolo dei Piani di Sicurezza delle Acque (PSA), strumenti di analisi del rischio e della vulnerabilità dei sistemi di approvvigionamento idrico. Questi piani, che dovranno essere redatti da Regioni, gestori idrici e gestori privati tra il 2026 e il 2028, aiuteranno a gestire l’aumento dello stress idrico, ovvero la crescente difficoltà di accesso alle risorse idriche. Il Decreto 18/23 impone inoltre target di riduzione delle perdite di rete, con il rimando a un atto delegato dell’UE previsto per il 2028 e un DPCM due anni dopo, nel 2030.
A questo si aggiunge la nuova Direttiva Acque Reflue (Direttiva 27/11/2024, n. 3019), che rappresenta una vera rivoluzione nel campo dell’inquinamento idrico. Essa prevede l’estensione della rete fognaria e dei sistemi di depurazione agli agglomerati tra i 1000 e 2000 abitanti equivalenti entro il 2035. Inoltre, entro il 2033/39, gli impianti di trattamento delle acque reflue dovranno avere una maggiore capacità depurativa, con trattamenti terziari e quaternari spinti, per garantire nuovi limiti di scarico (inquinamento zero) entro il 2035/37. La direttiva promuove anche il riuso dell’acqua depurata, il riciclo dei fanghi e la neutralità carbonica degli impianti in 15/20 anni.
Si tratta dunque di un’importante mole di investimenti per il futuro delle infrastrutture idriche nel nostro Paese. La nostra società, con la sua esperienza quarantennale nell’ ingegneria ambientale, è pronta a rappresentare uno strumento tecnico importante per lo studio, la progettazione e l’innovazione che saranno necessari per affrontare queste nuove sfide.











